L’uomo con la valigia

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Questa storia inizia da Nicola Stanescu.

Questa storia inizia da Nicola Stanescu: l’uomo con la valigia.
Nicola parte dalla sua città, Bucarest in Romania, giovanissimo, a venti anni, e arriva attraverso varie vicissitudini in Italia, è il 1948. Prima si ferma a Roma e poi, destinazione finale Firenze. A Firenze sa di potersi ricongiungere con la famiglia dello zio. Parte della sua famiglia materna, infatti, ha conservato le sue radici in Italia.
Non ci dilungheremo narrando la storia del suo viaggio dalla Romania in Italia. Possiamo senz’altro definirlo avventuroso. Nicola era giovane e i giovani, si sa, non hanno paura di rischiare! Lo spirito con cui il giovane Nicola affronta il viaggio è pieno di speranze. L’avvenire gli si apre davanti e le prospettive sono per lui senz’altro migliori di quelle che lascia. Nicola  ha un grande sogno: costruirsi un nuovo futuro per sé e per la sua famiglia rimasta in Romania. In quel  momento Nicola non sapeva cosa avesse in serbo il futuro per quanto riguardava i suoi affetti. L’idea era quella di  ricongiungere tutta la famiglia in Italia: la mamma, le sorelle e i rispettivi mariti. Così non è stato. Il regime comunista  poco dopo la sua partenza chiuse le frontiere e ciò non fu mai possibile… Nicola aveva tanta voglia di riuscire nella vita e  voleva mettere a frutto l’esperienza di lavoro avuta con lo zio paterno Nicolai. Lo zio Nicolai aveva una grande ditta di scarpe a Bucarest. Nicola voleva sfruttare questa conoscenza per guadagnarsi un futuro migliore. Non c’è dubbio Nicola  aveva dentro di sé grandi sogni ma basati sulla certezza della propria abilità, il futuro non fece altro che adattarsi alla  sua grande forza di volontà. Possiamo dire che la pelletteria era il suo mondo. Un mondo fatto di pelle, del suo odore.
Nei primi anni ’50, gran parte del lavoro era fatto quasi tutto a mano e lui di manualità ne aveva tanta. Sapeva fare una borsa dal principio alla fine: la sapeva ideare, faceva il modello su cartone, la tagliava, la cuciva e la montava, la rifiniva e la borsa era fatta! Ancora oggi l’orgoglio che provava nel suo lavoro ce lo abbiamo davanti: il lavoro era la sua   passione ma la pelletteria era il suo amore! A Firenze incontra la futura moglie Fernanda, giovanissimi si sposano. Arriveranno dopo qualche anno i due figli Rossella e Andrea. Nel 1955 fonda la ditta L.A.P.A.

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